SALA

SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA D’EGITTO

Nella sala sono esposti documenti antichi risalenti al periodo Orsiniano e reperti architettonici provenienti dalla Basilica Minore Pontificia costruita nel 14° sec. per volontà di Raimondello Orsini Del Balzo e della consorte Maria D’Enghein, Signori della Contea di Soleto e Galatina.

La Chiesa è intitolata a Santa Caterina d’Alessandria, martire venerata da Raimondello Orsini nei suoi viaggi in difesa del Santo Sepolcro.

Papa Urbano 6. autorizzò l’erezione della Chiesa con la volontà di diffondere il rito latino inviando i religiosi dell’Ordine Francescano, fedelissimi alla liturgia romana, in una terra come quella di  Galatina dove ancora resisteva il rito greco.

Il legame tra gli Orsini e l’istituzione cateriniana continua anche dopo la morte di Raimondello, con la moglie Maria D’Enghein e il figlio Giovanni Antonio che fu Principe di Taranto.

Maria si attiva per il completamento del ciclo pittorico interno alla Basilica galatinese, incaricando maestri affrescatori di tutta Italia, mentre nella seconda metà del ‘400, per iniziativa del figlio Giovanni Antonio, è aggiunta l’abside ottagonale sulla cui volta vengono dipinti gli stemmi degli Orsini e delle famiglie imparentate.

Nella sala sono esposte quattro mattonelle in maiolica dell’antico pavimento della chiesa, alcuni frammenti di affreschi, elementi architettonici decorativi e una lastra in pietra con iscrizione in caratteri tardogotici di natura sepolcrale.

BIBLIOTECA
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